Lunedì, 20 Agosto 2018 11:06

Le cronache dei giornali, nazionali ed internazionali riportano sempre più spesso sentenze e decisioni di Magistrati che non incontrano sempre il favore dell’opinione pubblica.

Certamente dalle varie discussioni si evince quanto sia difficile il compito del giudicare con coscienza e nel rispetto delle leggi, quindi il gravoso ed importante compito del magistrato cui ha in mano il destino e la vita di molti soggetti.

Non stiamo certamente parlando del furto o di tutti quei reati che implicano condanne che sicuramente modificano la vita degli attori, ma che in ogni caso non la stravolgono se non nelle limitazioni personali, a torto o a ragione con la detenzione o con pene pecuniarie.

Non dobbiamo nemmeno considerare in questo articolo la pena di morte inflitta in alcune nazioni per reati gravi.

La riflessione cui si vuol indirizzare è verso quei magistrati che si occupano di minori, quindi soggetti che non hanno la capacità di decidere e di scegliere per cui bisogna prendere delle decisioni affinché i minori possano esser tutelati e verso i quali si dovrebbero prendere le decisioni nel più stretto loro interesse.

Ma è proprio a loro tutela che si prendono certe decisioni?

E’ proprio di questi giorni la notizia che l’Alta Corte Inglese ha deciso che ad un bimbo affetto da gravissima patologia, ritenuta incurabile, venga staccata la spina che lo mantiene in vita condannandolo a morte.

Già in precedenza, sempre in Inghilterra era avvenuta la stessa cosa ed il bimbo morì, tra la mobilitazione e l’indignazione internazionale nei confronti di quei magistrati che ne hanno emesso la sentenza.

Oggi, dopo aver staccato il respiratore così come ordinato dai Magistrati Inglesi, il bambino respira da solo, aiutato nella respirazione dai genitori tanto da costringere i magistrati ad ordinare la somministrazione di ossigeno ed acqua, ammettendo di fatto il proprio errore.

Non osiamo fare previsioni se non asserire, quanto imprevista sia la vita e quante sorprese ci riservi.

Ma i Magistrati, hanno sbagliato la valutazione di accanimento terapeutico o no?

E’ sempre di questi tempi la notizia di un bimbo tolto ad i naturali genitori per essere dato in affido ad una nuova famiglia, nonostante i genitori fossero delle persone benestanti, rispettose e che nulla anno fatto mancare al loro pargolo, meno che meno amore, ma ritenuti troppo grandi dal magistrato e dagli assistenti sociali per poter allevare un figlio.

Un’altra decisione che ha dell’inconcepibile, chi può stabilire l’età per poter essere buoni genitori, e poi buoni rispetto a cosa?

Ed ancora, altro figlio tolto ad una coppia perché la madre ha un quoziente intellettivo ritenuto troppo basso a giudizio di un Magistrato.

Potremmo continuare a lungo, ma due casi internazionali e due casi nazionali, entrambi in culture ritenute “ civili” e quindi analoghe, dove il diritto, la giustizia e quant’altro sono il vanto blasonato dell’Europa, ma che invece mostra tutti i limiti dell’essere umano.

Chi ha ragione?

Magari poi ci inventiamo affidamenti che nulla hanno a che vedere con ciò che è naturale, e in quel caso non si chiama in causa la tutela del minore?

Come mai li i giudici non intervengono?

Forse la legge della natura può essere glissata ed ha meno valore di quella dell’uomo?

Fare esempi, non ha senso, ma è chiaro che si intendono quegli affidamenti a coppie dello stesso sesso e che magari utilizzano la tecnica delle fecondazioni assistite o dell’utero in affitto, stravolgendo di fatto le leggi della natura.-

Non è un’ attacco alla Magistratura, che troppo spesso deve intervenire facendosi largo tra un labirinto di leggi e leggine e una ragnatela di interpretazioni spesso assurde e discutibili, provocate da leggi le leggine promulgate in fretta e furia ad arginare delle emozioni popolari piuttosto che a regolamentare seriamente delle problematiche complesse.

E’ necessaria una riflessione seria sul ruolo del Magistrato, che ha certo una cultura giuridica, ma non una cultura sociale, psicologica, medica ecc. e che sempre più spesso si trova a dover dirimere questioni che non sono solo legali.

Forse una seria riorganizzazione delle leggi, magari dopo un’attenta riflessione che coinvolga anche quella parte culturale, troppo spesso emarginata, darebbe a chi preposto ad emettere giudizi, sarebbe opportuno, ma come sarebbe opportuna una convinta scelta di Giudici e collaboratori di elevato e certo spessore e specializzazione.

Un figlio è sempre un figlio, chiediamoci se un Magistrato ha il diritto di decidere sulla vita e sulla morte di un figlio che ha la gioia di essere nato, trasformata dall’essere umano in colpa.

 

Se dovessimo fare un'indagine e chiedere alle persone se sono oneste, sicuramente avremmo delle risposte bizzarre, simpatiche ma in pochi sarebbero capaci di rispondere a questa facile, ma complessa domanda. Essere o non essere, la famosa frase del monologo del celebre " Amleto" scritto da Shakespeare, leggermente trasformata, per esigenze di ovvio adattamento, diventa di estrema attualità ad i giorni d'oggi ed in particolare per una formazione politica che ha fatto dell' "ONESTA" il suo cavallo di battaglia. Decantare da sempre di essere onesti, di scegliere candidati onesti indicando tutti gli avversari come non onesti, corrotti, e trasformisti è stata la caratteristica e la determinata convinzione gridata di un gruppo Movimento Politico che grazie a questo slogan ha raggiunto consensi di rilievo con ambizioni addirittura di Premierato per il Paese Italia. Riportiamo la definizione di Onesto, tratto dal celebre dizionario TRECCANI : "onèsto agg. [dal lat. honestus, propr. "onorato", der. di honos -oris "onore"]. - 1. Di persona che agisce con onestà, lealtà, rettitudine, sincerità, in base a principî morali ritenuti universalmente validi, astenendosi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che esercita, all'ambiente in cui vive." Tuttavia, poiché ogni medaglia ha il proprio rovescio, poiché l'assoluto in natura non esiste, poiché esiste si il tutto, ma anche il contrario di tutto, ecco che anche gli " Onesti" possono diventare…. "NON ONESTI". E' il caso di parecchi " evasori Fiscali" la maggior parte dei 21 milioni, cifra rilevata dall'Agenzia della riscossione, sono costretti ad evadere, loro malgrado, perché non hanno i soldi per poter pagare, una minoranza perché non a conoscenza, essendovi una enormità di burocrazia che bisogna essere espreti in burocratizzazione. E' il caso di coloro i quali rubano, del cibo, per potersi sfamare o sfamare i propri figli, non riuscendo a trovar lavoro o essendo stati licenziati e quindi non potendo più avere quel minimo di sostentamento economico. E' il caso di coloro che avendo perduto tutto, lavoro, casa, reddito, e quant'altro pur di sopravvivere sono costretti a occupare delle case abusivamente, per potere dare un tetto a se stessi ed ai loro familiari, altrimenti costretti a vivere notte e giorno senza alcun riparo e giaciglio, cosa oggigiorno asssai frequente. E' il caso di tanti lavoratori "in nero" che pur consapevoli di essere sfruttati, non denunciano i propri aguzzini per non perdere quel poco di lavoro che gli viene loro offerto. E' il caso di quei datori di lavoro che pur di mandare avanti l'azienda, evitare di chiudere costringendo se stessi e gli eventuali impiegati a non più sopravvivere, assumono i propri impiegati, o parte di essi senza versare contributi, e spesso pur essendo in regola, non hanno i soldi per pagare le imposte. E' il caso, potremmo descrivere migliaia di altre situazioni. Nel loro animo queste persone vorrebbero essere ONESTE, tuttavia situazioni, forse non oneste, li trasformano in NON ONESTI. Bisogna tuttavia evidenziare che vi sono situazioni dove, si può scegliere di essere onesti, o non onesti, non da fattori esterni, come nei casi precedentemente descritti, ma da convinzioni, superbia e volontà diventando DISONESTI. Questo sembrerebbe il caso che stà facendo sorridere l'Italia e tutto il mondo, con la sola eccezione di chi aveva riposta massima fiducia e credibilità nei confronti di quel Movimento Politico che si era dato come prerogativa precostituita l'immagine di essere l'unico movimento onesto. Essere promotori ed inneggiare alla propria onestà catturando tanti consensi, va benissimo se effettivamente si dimostra di esserlo. Diverso invece quando si dice di essere onesti… e poi…. Si scopre che si è completamente all'opposto di ci si descrive. Si era glissato già su alcuni fattori circa l'onestà del Movimento, tuttavia lo scandalo che sta coinvolgendo in questi giorni deve indurre alla riflessione sull' ONESTA' di questo movimento. Dicevano di essersi dimezzati lo "Stipendio" e di versare la metà del compenso un in fondo volontario per poi mettere a disposizione delle aziende in crisi la somma raccolta. Peccato che, si sia dimostrato che molti non hanno aderito a questa, volontaria iniziativa imposta da essi stessi come regola da cui hanno fatto, a fini propagandistici, autocelebrazione. E' bastata una semplice verifica svolta da terzi e per di più esterni, per comprovare ciò che non era come decantato e spunto di orgoglio e primato, per di più si è scoperto come con un semplice e banale inganno veniva effettuato il raggiro nei confronti degli Italiani. Cari Amici del Movimento in questione, Onestà, non Onestà, DISONESTA'? Questo è il dilemma.

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