Lunedì, 23 Ottobre 2017 09:55

Economia: la drammatica situazione della disoccupazione in Italia con il debito che vola a 2260 miliardi

Pubblicato in Economia

Che con il 2016 finisse l'ennesimo anno disastroso, era una speranza anche se l'avvio del 2017 lasciava intendere che al peggio non vi è mai fine, infatti con un Governo fotocopia e non legittimato dal popolo dal 1 Gennaio 2017 licenziamenti a valanga e aumenti a raffica sui principali servizi sono divenuti una realtà. Delusi e traditi ancora una volta gli Italiani che credevano si potesse archiviare il 2016, per di più bisestile, come ulteriore anno disastroso dalla fine del 2012, per finalmente sperare nel 2017 e andare al voto e quindi cambiare quel governo che negli ultimi due anni ha azzerato con false riforme e false promesse l'economia, la giustizia, la sanità, affamando gli Italiani con tasse e balzelli. Si esce quindi da un 2016 disastroso e si comincia fin da subito un 2017 nelle previsioni ancor più disastroso, sperando che comunque prevalga il civile buon senso del popolo. Il Presidente della repubblica, Omologando il Governo Gentiloni, fotocopia del Governo Renzi, che non solo ha mantenuto tutti i Ministri e Sottosegretari, salvo piccoli cambiamenti e sporadici spostamenti, ignorando di fatto il volere degli Italiani, ma addirittura ha asserito che il governo deve andare avanti nelle riforme che sono essenziali, affermando che il voto è secondario e lasciando intendere che dovrà arrivarsi a fine naturale scioglimento della legislatura aggiungendo che nell'eventuale, ma remota ipotesi di sfiducia, avrebbe dato all'attuale Ministro Franceschini l'eventuale incarico di formare un governo, mantenendo così continuità. E' evidente quindi che il volere popolare viene totalmente disatteso ed ignorato, non nell'interesse dello stesso, ma nell'interesse di una volontà che ha ampiamente dimostrato di essere contro il popolo e solo a favore di quel potere economico che non ha nessun rispetto per la dignità umana ma tutela esclusivamente il valore effimero del denaro che possiede in maniere assoluta e maggioritaria e che specula e lucra sui deboli. Non ultimo il volere di una Europa che non è stata costituita da una unione di popoli nell'interesse dei popoli e della pace, ma fondata solo su una unione economica monetaria, dove il popolo a nulla conta e del quale si vuole sempre più diminuirne la sovranità. Volendoci occupare della drammatica situazione del lavoro in Italia, che assai preme alla popolazione e non certo a gli illustri parlamentari cui le chiacchiere su amenità e banalità, liti tra loro o all'interno delle loro formazioni partitiche e sulla guida del partito che da anni occupa gli scranni più alti del governo, hanno riempito tutti i media sia cartacei, che nel web che nelle varie trasmissioni televisive, bisogna ricordare che: dal 30 dicembre ben 1660 lavoratori di Almaviva della sede di Roma, Azienda di call center Italiana, sono stati licenziati perché L'azienda ha deciso di delocalizzare fuori Italia, prassi oramai conseguita da tutte le aziende che non reggono all'elevatissima pressione fiscale e al sempre più crescente costo del lavoro, in attesa di chiudere ad Aprile gli altri suoi centri. E' ancora di questi giorni la previsione dei tagli di posti di lavoro a quella che una volta era la compagnia aerea di Bandiera, Alitalia, cui non avendo raggiunto accordi di sorta, paventa numerosi licenziamenti. Ma la previsione del 2017 sembra essere ancora più pesante, e noto infatti il licenziamento previsto per circa 20.000 impiegati di banca che operano in importantissimi Istituti Bancari, che magari hanno anche usufruito di agi e vantaggi da parte del Governo, che ricambiano aumentando ulteriormente il popolo dei disoccupati. Tralasciamo i licenziamenti in corso per le aziende più piccole, certamente non rilevate dai media perché trattasi di poche centinaia di persone ma che contribuiscono a far crescere in maniera esponenziale il numero dei disoccupati. Certo lascia perplessi il fatto che le grandi aziende della distribuzione organizzata, comunemente chiamata GDO, che quasi sempre fanno capo alla Coop, anche essi dichiarano di essere in esubero di personale, e poi assistiamo alla assoluta determinazione di tenere aperto oltre che le domeniche e tutti i giorni festivi, anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta, ed addirittura il Primo Maggio, giornata dedicata ad i lavoratori, costringendo di fatto i propri impiegati, cui non viene quasi mai riconosciuta quella indennità di straordinario e di festività, magari perché si utilizzano ancora i voucher, acquistati prima che la legge , un pò troppo affrettata, li mettesse al bando. Incontestabili quindi i dati di disoccupazione di Marzo, elaborati a maggio che annunciano una grande ricrescita della disoccupazione che vola all'11,7%, ma con l'aggravante che per la prima volta i 50 enni disoccupati superano i giovani. Dato da molti sottovalutato ma che deve far riflettere, non a caso si aggiunge un altro drammatico dato che indica in un ulteriore aumento della povertà in Italia. Intanto il Debito Pubblico vola a 2.260 miliardi, record assoluto, e secondo alcuni studi, non confermati ma certamente indicativi.

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