Lunedì, 20 Agosto 2018 11:07

Buche da incubo e dove trovarle

Pubblicato in News

Sembra il titolo di un nuovo film hollywoodiano o di un programma televisivo e, invece, è pura realtà: una delle maggiori emergenze in Italia è proprio quella delle buche nelle strade. Camminare per strada diventa un problema serio per tutti, qualsiasi sia il mezzo scelto per spostarsi. Dagli automobilisti, ai ciclisti, ai motociclisti fino ai pedoni, tutti si alzano la mattina e sanno che dovranno vedere più in là del loro naso, se non vogliono finire in qualche buca, più o meno profonda. Di solito, più. Andare in giro diventa così una corsa ad ostacoli, dove vince chi riesce a scansare più buche senza creare ostacoli né danni alla circolazione. O anche solo a restare integro, sanno e salvo, e a tornare a casa senza una gomma bucata o una gamba rotta. Un’impresa davvero ardua, insomma. I problemi sono la scarsa manutenzione e i tagli alle risorse. Oltre al maltempo che, nella frequente ipotesi in cui le strade non siano realizzate a regola d'arte, causa vere e proprie voragini, con conseguenze che possiamo immaginare. A rischio, a volte, c’è la vita stessa. Il problema unisce tutto lo stivale, senza distinzione tra Nord e Sud: gli italiani sono tutti fratelli di imprecazioni, urla, incidenti e difficoltà dovuti proprio al disastrato manto stradale. A Roma la situazione è drammaticamente peggiorata negli ultimi anni, al punto che oggi circa il 93% delle strade - secondo una stima Codacons - presenta situazioni di dissesto. Tranne quelle dove passa il Giro d’Italia, ovviamente. A crescere sono anche le dimensioni delle buche: il diametro medio passa dai 35 cm del 2016 ai 50 cm di oggi, mentre la profondità è quasi raddoppiata, passando da 4,5 a 8 cm di media. Anche in provincia di Milano la situazione non cambia poi tanto: ha fatto scalpore, infatti, l'iniziativa di Caterina Romanello, capogruppo dell'opposizione del centro di Buccinasco, di piantare fiori per riempire le buche stradali da troppo tempo "dimenticate" dal Comune. Così al sud, dove ormai ci sono più fossi che macchine. L’emergenza è dunque nazionale: la causa è dovuta ai grossi tagli alla spesa pubblica. Al momento si è stimato che servirebbero circa 40 miliardi per tappare tutte le buche in Italia. Il dato è riferito dalla Siteb, l'associazione che riunisce le aziende, gli enti e i professionisti che lavorano nel settore della manutenzione stradale. Oggi vengono usati circa 22 milioni di tonnellate di conglomerati di asfalto all'anno, dato che può apparire enorme ma che, in realtà, è la metà esatta delle quantità usate nel 2006. Al danno si aggiunge la beffa: una norma ha congelato per tre anni l'obbligo di destinare i soldi delle multe al ripristino delle strade, impedendo dunque a tutti i Comuni di destinare il 25% dei soldi raccolti con le contravvenzioni alla manutenzione stradale. Oltre alle buche reali, pare che il vero fosso, ormai, sia quello in cui è caduta l’Italia.

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