Lunedì, 20 Agosto 2018 11:04

Freddo: 41 morti nel Gennaio 2017. Tante promesse, l'unica cosa certa è che si è rischiato il bis al Sestriere

Pubblicato in Politica

E' trascorso un intero anno dal gelido gennaio del 2017 che ha provocato ben 41 morti, nonostante l'allerta Meteo per tempo aveva avvisato tutte le prefetture del centro Italia ed in particolare quelle che erano state colpite dal terremoto di Agosto dello stesso anno. Giusto per ricordare, dal momento che in Italia si commemorano e si ricordano i morti altrui dimenticando i propri, sono 6 le persone morte per assideramento o da esalazioni di ossido di carbonio. Terremotati abbandonati al proprio destino da uno Stato assente, incapace di gestire eventi eccezionali, anche se largamente previsti, al freddo e senza una casa, o in stalle gelide dove si erano recati per salvare quei pochi animali unico sostentamento e per di più, come si legge nelle cronache di allora, senza acqua, perché congelata, luce, e impossibilitati a potersi riscaldare o a riscaldarsi con metodi che facilmente generano ossido di carbone. Quante proteste dei sindaci dei paesi terremotati, fortemente preoccupati del continuo peggioramento delle condizioni meteo, sono cadute nel nulla? Che fine avevano fatto e perché non erano arrivate, non lo sono ancora, le case promesse da Renzi, ex Primo Ministro, confermate anche dal successore Gentiloni, e ordinate dal " Nominato" Commissario per il Terremoto che ricordiamo ricordiamo essere stato Vasco Errani? Chi può dimenticare i 29 morti dell'hotel di Rigopiano cancellato da una valanga, anche essa annunciata? Anche qui il Governo e tutte le istituzioni che avrebbero dovuto intervenire, rasentando l'assurdo, l'irreale, hanno dimostrato di fatto la propria assenza ed incapacità totale, nonostante il cospicuo dispendio di risorse inutilizzato ed inutilizzabile per una spaventosa inefficienza di una macchina burocratica ottusa, sorda e cieca. E' giusto ricordare che in un primo momento era stato richiesto aiuto per liberare la strada che conduceva all'hotel dalla neve che diventava sempre di più ed aveva bloccato ogni possibile passaggio, aiuto disatteso adducendo la rottura dello spalaneve che avrebbe permesso a gli ospiti di andare via, come da loro desiderio, e poi quando la tragedia è avvenuta per diverso tempo sono rimasti non solo inascoltate le telefonate di soccorso, ma addirittura messe in dubbio da chi invece aveva l'obbligo di intervenire. Eppure l'allerta slavine proprio in quella zona era stato innalzato a livello 4 su 5, da come riportano i documenti di allora, e lo spalaneve si sapeva che era rotto e per una manciata di euro non era stato aggiustato. Chi può dimenticare i 6 morti con dell'elicottero del 118 che in condizioni proibitive si è levato in volo ed è precipitato per andare a salvare uno sciatore nella zona? In troppi hanno avuto il sospetto che quell'elicottero fosse stato inviato forzatamente per evitare ulteriori messa in stato di accusa di uno stato inefficiente, totalmente assente, burocrate ed incapace, confidando nella elevata esperienza del pilota di formazione Militare, accompagnato da uomini di elevato spessore altruistico, di cui drammaticamente tutti ci hanno rimesso la vita. 41 i morti ammazzati da una collettiva incapacità governativa, da una burocrazia ossessiva ed oppressiva, dove la stessa macchina dei soccorsi non veniva pianificata preventivamente, come si dovrebbe, ma affidata al Valore ed al coraggio di quelle forse dell'ordine, Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri, Vigili Urbani, Non possiamo annoverare la Guardia Forestale che avrebbe potuto dare il proprio contributo, perché perchè il Governo aveva pensato bene di sciogliere il corpo includendoli nell'Arma dei Carabinieri, ma lasciando fermi i mezzi, in quel caso fondamentali, per un mancato passaggio di consegne. Uomini valorosi che hanno dato di tutto e di più, con un enorme dispendio di energie fisiche individuali, Ricordiamo le lunghe ore di marcia a piedi, con oltre 2 metri di neve per i circa 10 km nella notte per raggiungere l'hotel e prestare i primi soccorsi spalando la neve con le mani. Ma a distanza di un anno cosa è cambiato? E' triste asserire che non è cambiato nulla, I terremotati attendono ancora le case, quelle poche consegnate, se le sono dovute estrarre a sorte, come al gioco dell'otto. Incredibile ma vero. Per poi scoprire che sono case che magari resistono al terremoto, perché leggere e provvisorie, ma rischiano di veder cadere il tetto sotto il peso della neve, schiacciando gli occupanti, non avendo previsto un tetto spiovente. Per non parlare di quelle arrivate sporche , incomplete senza pareti, senza servizi. E chi per caso si fosse lasciato prendere dalla voglia di fare, costruendosi una casetta, anche in legno, se l'è vista sequestrare e rischia l'incriminazione per abusivismo edilizio. Nonna Peppina, la 95 enne sfrattata dalla sua casa di legno abusiva, è storia. Un Governo nel Kaos più totale che ha fatto tante promesse ad una popolazione ed un territorio flagellato dagli eventi naturali, ma mortificato e denigrato dall'inettitudine di una classe politica boriosa e superba, ma inconsistente, e squallida. Non vorremmo che i terremotati dell'Italia centrale facessero lo stesso calvario dei terremotati del Belice. Terremoto avvenuto nella notte tra il 14 ed il 15 Gennaio del 1968 che spazzò via diversi paesi della valle del Belice in Sicilia e cui in questi giorni ricorre il 50 anniversario. Anche allora il Governo fece numerose promesse, ma ancora oggi, la ricostruzione non è completa. Così come oggi, vi era un Governo di Centrosinistra. Sarà un caso? Intanto l'unica cosa certa è che in questo Gennaio 2018, si è rischiato che si riproponesse un analogo caso come al Rigopiano anche al Sestriere, dove una slavina ha investito una casa sommergendola fino al primo piano, e che solo per fortuna non ha avuto conseguenze in vite umane ne feriti. 29 Persone evacuate dai soccorsi e dai Carabinieri, prontamente intervenuti.

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