Mercoledì, 24 Maggio 2017 08:04

Dalla carta alla TV: lo scrittore di Pechino Express si racconta ai lettori

Pubblicato in Società

Dalle magiche e camaleontiche terre del Centro America ad una insolita Campania ghiacciata: il giovane scrittore Marco Cubeddu approda a Santa Maria Capua Vetere (CE). Sabato 17 dicembre 2016 lo scrittore ha presentato nella Libreria Spartaco il suo romanzo "Con una bomba a mano sul cuore". La serata è stata piacevolmente presentata dalla proprietaria di casa Tiziana Monaco, accompagnata dalla voce narrante di Ivan Samuele Piscitelli che ha recitato brevi stralci del romanzo. Dal mondo di carta e parole al mondo dello spettacolo: Marco è noto al grande pubblico per aver partecipato, con una buona dose di simpatia e un grande spirito di avventura, all'edizione 2016 della nota trasmissione televisiva "Pechino Express". Prima di essere un viaggiatore agli ordini di Costantino della Gherardesca, però, è soprattutto uno scrittore: dall'uscita di “Con una bomba a mano sul cuore” (Mondadori 2013), suo primo romanzo, scrive sceneggiature e collabora con diverse testate tra cui «Panorama», «Il Secolo XIX», «Il Giornale», «il Venerdì di Repubblica», «La Lettura» del «Corriere della Sera», «Pagina 99», «Flair» e «Grazia». È caporedattore di "Nuovi Argomenti." Dopo il rocambolesco viaggio tra i popoli del Centro America, il suo viaggio continua tra le pagine dei suoi libri, che ha piacevolmente condiviso con i lettori, metaforici compagni di avventura per una sera. Uno scrittore che scrive di un altro scrittore, Alessandro Spera, protagonista del romanzo. Una scrittura nella scrittura raccontata con ironia, passione, sagacia e qualche retroscena, sul personaggio ma soprattutto sull’autore. Con Alessandro Spera, Marco condivide la passione per la scrittura, per gli anni ’90 e “Non è la Rai”: il suo totem della serata, infatti, è stato il disco/cimelio di Ambra Angiolini “T’appartengo”, sempre stretto tra le sue braccia. E no, non è follia, fa tutto parte dell’intricata trama di “Con una bomba a mano sul cuore”. Un romanzo pulp, condito con una buona dose di violenza, sesso e crimine: il lettore si trova immerso nella vita dissoluta di Alessandro Spera, narratore inattendibile e irresistibile, che racconta delle prime esperienze sessuali alla scuola materna, dei mesi trascorsi nelle fila della Legione Straniera, delle performance come pornoattore e gigolò fino agli anni del successo hollywoodiano. Sempre all'ombra dell’amore maledetto e disperato per la spensierata ed esplosiva Mallory. L'amore della sua vita. La sua bomba a mano sul cuore. Di Alessandro –spiega lo scrittore- non condivide invece la breve carriera da criminale (di cui non vi sveliamo nulla, tranquilli), né quella da gigolò: le sue divertenti disavventure di infanzia e gioventù passate a tentare di fare fuori un compagno dell’asilo o a spiare il piccolo grande amore dei suoi 8 anni di scuole elementari e medie lo hanno però sicuramente aiutato a lavorare di fantasia. E riguardo quell’amore intelligente ed arguto che cercava a Pechino Express? Bè, pare che il cervello e la favella della sua compagna di viaggio Silvia Farina non l’abbiano proprio conquistato. La ragazza, semmai, si è conquistata un posto nella lista nera dello scrittore. Chissà che non possa diventare uno dei personaggi di un suo nuovo romanzo dalle tinte noir e violente… Di sicuro, l’avventura di Pechino Express ha però conquistato il suo cuore vagabondo, alla ricerca di nuove storie da raccontare. Lui, invece, ha conquistato il cuore di molti spettatori e lettori, vecchi e nuovi, che ora lo inondano di messaggi d’affetto ai quali l’autore non è abituato. Ma anche di qualche critica perché, si sa, la par condicio è sempre importante. Progetti futuri? Marco non si sbottona molto sull’argomento: continuerà a lavorare per varie testate e a progetti che, seppure non lo entusiasmano completamente, in qualche modo lo fanno andare avanti – dice senza troppi peli sulla lingua. Nel frattempo, però, ha un altro romanzo nel cassetto, al quale sta lavorando con calma, senza fretta né pressioni. Perché la scrittura è ciò che lo rende davvero vivo. E perché l’ispirazione, si sa, arriva all’improvviso, come una bomba a mano che esplode nel cuore.

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