CASERTA – C’è un filo rosso che unisce i locali più esclusivi del casertano, ed è fatto di eleganza, ritmo e quella capacità tutta campana di trasformare una serata in un evento imperdibile. Parliamo delle "Notti Aversane", il format di successo curato da Rosa Pirolli e Pina Iannone, ormai diventate le "signore dell'accoglienza" nel panorama del divertimento locale.
Un Successo che si Rinnova
Non è solo questione di organizzazione, ma di visione. Rosa e Pina hanno saputo intercettare il desiderio di una socialità autentica, portando nei club più rinomati di Caserta e provincia una ventata di freschezza. I loro eventi non sono semplici appuntamenti in calendario, ma veri e propri punti di riferimento per chi cerca un’esperienza che vada oltre il classico sabato sera.
Gli Ingredienti del Successo: Musica e Qualità
Le cronache delle ultime serate parlano chiaro: il segreto del loro successo risiede in un binomio intramontabile.
Tanta bella Musica: Selezioni ricercate che spaziano dai ritmi più contemporanei ai grandi classici, capaci di far vibrare le location più prestigiose.
Tanta bella Gente: Un pubblico selezionato e variegato, unito dalla voglia di stare insieme con stile, fa da cornice a momenti che restano impressi nella memoria dei partecipanti.
"Non organizziamo solo serate, costruiamo ricordi," sembra essere il mantra che accompagna ogni loro iniziativa.
Momenti Indimenticabili
Tra luci soffuse, brindisi e l'energia del dancefloor, le serate organizzate dal duo Pirolli-Iannone continuano a confermarsi come l'anima pulsante della movida. In un’epoca in cui il divertimento è spesso standardizzato, la loro firma garantisce quell’attenzione al dettaglio e quell’atmosfera vibrante che rendono ogni notte un capitolo a sé stante.
Il tour tra i locali casertani continua, e la sensazione è che il meglio debba ancora venire. Per chi ama la vita notturna all'insegna del buon gusto, l'appuntamento è segnato: dove ci sono Rosa e Pina, il divertimento è di casa.
Si riunirà Sabato 17 gennaio alle ore 18 il Comitato per il Si dei Leoni d'Italia presso la sede romana del Movimeto a via Del Mandrione 324 , si discuterà dei temi riguardanti la nuova riforma della giustizia in Italia sulla separazione delle carriere dei magistrati .Uno dei punti chiave della riforma (che è in attesa di referendum confermativo): Separazione netta tra giudici e pubblici ministeri ,La riforma introduce due carriere completamente distinte: Magistratura giudicante (giudici) Magistratura requirente (pubblici ministeri o PM) Ciò significa che chi intraprende una carriera non potrà più “switchare” tra giudice e PM nel corso della propria attività professionale. Accessi e concorsi separati. L’accesso alle due carriere avverrà tramite concorsi separati, con percorsi formativi e progressioni di carriera autonomi. Due Consigli Superiori della Magistratura (CSM) distinti, attualmente esiste un unico CSM che governa in autonomia tutta la magistratura ordinaria. Con la riforma, saranno istituiti due CSM separati: uno per i giudici ,uno per i pubblici ministeri, entrambi i consigli avranno competenze autonome nella gestione del proprio personale. Selezione dei membri dei CSM tramite sorteggio, una parte dei membri dei due CSM sarà selezionata a sorte tra elenchi di candidati (magistrati, professori e avvocati), con l’obiettivo dichiarato di ridurre l’influenza delle correnti interne. Un’Alta Corte Disciplinare, la riforma crea un nuovo organo — l’Alta Corte Disciplinare — che avrà il compito di giudicare eventuali violazioni disciplinari dei magistrati.Questa Corte è distinta dal CSM e ha una composizione specifica, in parte nominata e in parte sorteggiata. Per entrare in vigore dovrà essere sottoposta a un referendum confermativo, probabilmente nella primavera del 2026. Se vincerà il Sì, la riforma sarà inserita nella Costituzione.
La riforma della giustizia che introduce la separazione delle carriere dei magistrati rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del dibattito istituzionale italiano degli ultimi anni. Approvata dal Parlamento, ma non con la maggioranza qualificata dei due terzi, la riforma è ora in attesa di un referendum confermativo che ne determinerà l’eventuale ingresso nella Carta costituzionale, con una consultazione popolare prevista, secondo le attuali indicazioni, per la primavera del 2026.
Il cuore dell’intervento normativo riguarda la ridefinizione dell’assetto ordinamentale della magistratura, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la distinzione dei ruoli nel processo e di intervenire sui meccanismi di autogoverno.
Separazione netta tra giudici e pubblici ministeri
Il primo pilastro della riforma è la separazione strutturale e definitiva tra la magistratura giudicante e la magistratura requirente. I giudici e i pubblici ministeri seguiranno percorsi professionali distinti e non comunicanti: chi sceglierà una delle due carriere non potrà più passare all’altra nel corso della propria vita professionale. Viene così superato l’attuale sistema che consente il cambio di funzioni, seppur entro limiti e condizioni stabilite dalla legge.
Concorsi e percorsi autonomi
Coerentemente con questa impostazione, l’accesso alle due carriere avverrà attraverso concorsi separati. I percorsi di formazione, le progressioni di carriera e i criteri di valutazione saranno differenziati, in modo da rafforzare la specializzazione e l’autonomia funzionale dei rispettivi ruoli.
Due Consigli Superiori della Magistratura
Un altro elemento centrale della riforma è la previsione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Attualmente, l’autogoverno dell’intera magistratura ordinaria è affidato a un unico CSM. Con il nuovo assetto, ciascun Consiglio avrà competenze autonome nella gestione delle nomine, delle carriere e delle funzioni disciplinari relative al proprio ambito.
Il sorteggio dei componenti
La riforma introduce inoltre un meccanismo di selezione per sorteggio di una parte dei componenti dei due CSM. Il sorteggio avverrà all’interno di elenchi predeterminati che includeranno magistrati, professori universitari e avvocati. La finalità dichiarata è quella di ridurre il peso delle correnti associative e di limitare fenomeni di autoreferenzialità nella composizione degli organi di autogoverno.
L’Alta Corte Disciplinare
Sul piano disciplinare, il nuovo impianto prevede l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare, organo distinto dai Consigli Superiori della Magistratura. A questa Corte spetterà il giudizio sulle violazioni disciplinari dei magistrati. La sua composizione sarà mista, con membri in parte nominati e in parte selezionati tramite sorteggio, a conferma della volontà di separare le funzioni disciplinari dall’autogoverno ordinario.
L’iter costituzionale e il referendum
Dal punto di vista procedurale, la riforma non avendo ottenuto in Parlamento la maggioranza dei due terzi, dovrà necessariamente passare attraverso un referendum confermativo. Solo in caso di vittoria del “Sì” il nuovo assetto potrà essere inserito nella Costituzione ed entrare pienamente in vigore. La consultazione popolare rappresenterà quindi un passaggio decisivo per il futuro dell’ordinamento giudiziario italiano.
I promotori
A sostenere e promuovere l’iniziativa vi è un ampio gruppo di professionisti e rappresentanti della società civile. Tra i fondatori figurano:
Loredana Moro (Presidente), Pasquale Merola (Segretario), Antonio Lombardi (Vicepresidente), Adele D’Angelo (Docente), Alfonso Salzillo (Imprenditore), Antonella Garofalo (Criminologa e docente), Antonino Mazzè (Dirigente Leoni), Cinzia Ferrara (Commercialista), Elvira Scognamiglio (Giornalista), Francesca Romana Peluso (Giornalista), Francesco Fagiolo (Imprenditore edile), Francesco Paolino (Medico), Giovanna Canzano (Giornalista), Giovanni Caricchia (Imprenditore), Giovanni Tufariello (Avvocato), Luigi Abbate (Dirigente), Marcello Santillo (Dirigente Movimento Leoni), Maurizio Bonanni (Editorialista e giornalista), Mauro Ciriaci (Imprenditore), Pasquale Acanfora (Avvocato), Pasquale Di Francesco (Imprenditore), Pietro Cocchiaro (Docente), Piero Manzella (Avvocato), Rachele Papale (Avvocato), Raffaele Di Chiara (Dirigente), Riccardo Guarino (Avvocato), Roberto Posenato (Imprenditore ed editore), Roberto De Angelis (Avvocato), Teresa Abbatecola (Avvocato), Teresa Cioffi (Avvocato), Umberto Mendola (Criminologo) e Umberto Onorato (Docente e dirigente Leoni).
Il confronto pubblico che accompagnerà il percorso referendario si annuncia ampio e articolato, destinato a coinvolgere istituzioni, operatori del diritto e cittadini su un tema che incide in modo diretto sull’equilibrio dei poteri e sul funzionamento della giustizia nel nostro Paese.
Casagiove (CE) – La Nuova Pallacanestro Casagiove annuncia ufficialmente la Festa di Natale 2025, in programma venerdì 19 dicembre 2025, dalle ore 17:45 alle ore 20:30, presso la Palestra Pascoli di Casagiove. L’evento è aperto a tutti e rappresenta uno dei momenti più significativi della stagione sportiva della società.
La Nuova Pallacanestro Casagiove è una realtà sportiva profondamente radicata nel territorio, da sempre impegnata non solo nell’attività agonistica, ma anche in iniziative a forte valore sociale ed educativo. La società coinvolge oltre 100 ragazzi, al netto della Prima Squadra, e comprende un articolato settore giovanile e minibasket.
Il gruppo Mini Basket include Pulcini (classi 2019–2020), Scoiattoli e Aquile (classi 2017–2018) e Aquilotti (classi 2015–2016). I più piccoli partecipano regolarmente a raduni con altri centri minibasket, disputando mini partite e giochi con il solo obiettivo di socializzare e divertirsi, mentre gli Aquilotti prendono parte a veri e propri campionati.
Il settore Basket comprende le formazioni Under 15, Under 16, Under 19 e la Prima Squadra, che milita nel campionato di Divisione Regionale 2 e disputa le proprie gare casalinghe presso il Palazzetto dello Sport.
La Festa di Natale 2025 sarà un’occasione speciale per unire atleti, famiglie e staff in un clima di festa e condivisione. Il programma prevede una serie di partite miste che vedranno protagonisti ragazzi e genitori, a testimonianza dello spirito inclusivo e aggregante della società.
Il pomeriggio si aprirà con il raduno delle squadre Under 15 e Under 16, seguite da incontri suddivisi in quattro tempi che alterneranno sfide tra genitori, squadre miste e ragazzi. Successivamente sarà la volta dei gruppi Pulcini, Scoiattoli, Aquilotti e Aquile, che scenderanno in campo insieme ai genitori per ulteriori momenti di gioco e divertimento. A conclusione dell’evento sono previste premiazioni e buffet, per salutarsi e scambiarsi gli auguri di Natale.
Lo scopo della manifestazione è fortemente sociale: rafforzare il senso di appartenenza, promuovere la crescita sana dei ragazzi e valorizzare lo sport come strumento di educazione, rispetto e unione.
La società desidera ringraziare sentitamente i propri sponsor, il cui sostegno è fondamentale per portare avanti le attività sportive e sociali: Gi.Sa, ATS Gruppo e Le Delizie del Sud, partner che condividono i valori della Nuova Pallacanestro Casagiove e ne supportano il progetto.
In occasione dell’evento, il Patron Andrea Giaconia rivolge un messaggio di invito e di auguri a tutta la comunità: «La Festa di Natale non è solo un momento sportivo, ma un’occasione per stare insieme, crescere come persone e come comunità. Crediamo in uno sport che educa, che unisce e che aiuta i nostri ragazzi a costruire valori sani, dentro e fuori dal campo. Invitiamo famiglie, amici e cittadini a condividere con noi questo momento di gioia e partecipazione e auguriamo a tutti un Natale sereno e ricco di solidarietà».
Una recente decisione giudiziaria ha portato all’assoluzione con formula piena di un imputato, nonostante una corrispondenza del 100% tra le sue impronte papillari e quelle rinvenute sulla scena di un grave delitto avvenuto a Palermo nel 2014. Il caso, complesso e dagli importanti risvolti tecnico-scientifici, si è sviluppato a partire dall’identificazione operata dal sistema AIFIS, la banca dati informatizzata delle forze dell’ordine, che aveva associato cinque impronte della mano destra dell’uomo a quelle rilevate su una bomboletta di alluminio Baygon rinvenuta nell’appartamento dato alle fiamme dopo l’omicidio.
La perfetta corrispondenza e i precedenti penali del sospettato avevano determinato l’immediata applicazione di una misura cautelare. L’avvocato Carmelo Ferrara, difensore dell’uomo, ha tuttavia richiesto una consulenza tecnica al criminologo forense dott. Umberto Mendola, con l’obiettivo di verificare la reale attendibilità del dato indiziario.
La perizia presentata in giudizio ha rappresentato un punto di svolta. Il criminologo ha infatti illustrato studi forensi accreditati secondo i quali le impronte digitali depositate su superfici in alluminio possono permanere per un intervallo variabile: da un tempo prossimo allo zero fino a un massimo di 15 anni, se conservate in un ambiente chiuso. Un elemento ritenuto decisivo è stata inoltre l’assenza, da parte della polizia scientifica, di qualsiasi tecnica o procedura di datazione del momento in cui le impronte erano state lasciate sull’oggetto ritrovato.
Alla luce di tali considerazioni, il tribunale ha stabilito che non vi fosse alcuna certezza sul collegamento temporale tra le impronte e il delitto oggetto del processo. Le tracce, di fatto, avrebbero potuto essere state depositate in qualsiasi momento nell’arco dei quindici anni precedenti.
Con la sentenza del 22 maggio, il giudice ha assolto l’imputato con formula piena, disponendone l’immediata scarcerazione.
La decisione introduce un principio di rilievo per la valutazione della prova scientifica: qualora le impronte digitali o le tracce biologiche non siano databili con certezza, esse non possono costituire elemento sufficiente per una condanna. Un orientamento che riapre il dibattito sulla necessità di procedure più avanzate nella datazione delle tracce forensi e sulla responsabilità dell’accusa nel dimostrare non solo la corrispondenza, ma anche la contestualità della prova rispetto al reato.