Venerdì, 19 Ottobre 2018 02:46

Rete televisiva, dopo aver innescato il meccanismo dell’odio provocando reazioni violente, emette verdetto e sanzione da tribunale

Pubblicato in Politica

E’ inconcepibile quanto accaduto a “ Non è l’Arena”, seguitissima trasmissione condotta da Giletti, che dopo avere strumentalmente provocato in ogni modo un ex parlamentare, ex ministro, il quale certamente in maniera inqualificabile reagisce, organizza un “tribunale” negli studi televisivi con tanto di Pubblico Ministero, identificato da un a giornalista di parte e non obiettiva, un avvocato, ed ergendosi a giudice, chiaramente di parte, lo stesso Giletti. Pur comprendendo l’interesse a far Business cui il conduttore e tutta la tv commerciale ha diritto di esercitare, non si può ne si deve scadere in un giornalismo di pessimo gusto incitante la violenza, come ha fatto il Giornalista Danilo Lupo, divenuto poi accusatore, che con sprezzante arroganza, insistenza, superbia da rasentare probabilmente lo Stalking, ha indotto l’ex Ministro Mario Landolfi, persona generalmente pacata, ad una reazione certamente esecrabile tanto da mollare un sonoro “ceffone” al’ inopportuno giornalista. La notizia dello schiaffo di Landolfi al giornalista, aveva fatto il giro del web e delle agenzie di stampa attraverso un “parziale” filmato suscitando una reazione contro l’Ex Ministro a chi, non conoscendo l’intera sequenza, visionava quella parte che mostrava solo la violenza nei confronti del Lupo. Il tema certamente di scottante attualità, “ Vitalizzi ecc.” che evidenzia la differenza di trattamento tra “cittadino” e “parlamentare”, è un tema ghiotto che “colpevolizza” strumentalmente i Parlamentari cui appartiene anche il Landolfi, il quale, con grande maturità e senso civico, come si evince nella visione dell’intero filmato andato in onda SOLO IN TRASMISSIONE e STRUMENTALMENTE dopo l’indignazione generale contro l’ex parlamentare, non si voleva sottrarsi alle domande dell’inopportuno giornalista, ma preso alla sprovvista, magari con la mente impegnata ad altri pensieri, rimandava ad un altro momento il rispondere alle insistenti ed improvvise domande. Per di più, il Landolfi gli fissava un appuntamento presso il suo studio a data ed ora certa, piuttosto che stare a rispondere per la strada come stava avvenendo. Ma niente da fare il Lupo, come un “ MASTINO” incurante dei numerosi dinieghi doveva trattare il “ PEZZO” li, in mezzo alla strada, quasi a costringere il Landolfi ad una “ GOGNA” pubblica, al punto di fargli perdere la pazienza e….. Reazione sconsiderata? Certamente si, e non a caso rendendosi conto dell’umana reazione, con una lettera prima e con le pubbliche scuse in Televisione, davanti a tutto il pubblico Italiano, il Landolfi aveva mostrato il suo “ pentimento”. Una ghiotta occasione per il conduttore di non è l’arena, che oltre le pubbliche scuse per l’atto certamente non ortodosso, ha voluto infierire sul ex Ministro inducendo ad un risarcimento di danno con una discreta sanzione economica da versare, prescindendo dalla finalità di utilizzo. Chi ha seguito la trasmissione ha certamente notato come lo studio televisivo, che avrebbe dovuto accogliere le scuse del Landolfi per il suo gesto certamente “oltre” fosse diventato a tutti gli effetti un “Tribunale inquisitore” dall’esito scontato dove il conduttore si erge a giudice, il Pubblico Ministero costituito oltre che dal classico Klaus Davi tipico provocatore da una giornalista di parte non certamente obiettiva , ma con l’ideologica convinzione di punire senza se e senza ma per il solo fatto di appartenere alla oramai casta dei parlamentari o ex parlamentare. Il Danilo Lupo, che ha con la sua violenta, aggressiva e forzata domanda, ha provocato la reazione di una tranquilla persona, ne è uscito come una vittima e per di più ben risarcito, se consideriamo un “ ceffone” con 10.000 Euro, bontà sua devoluta, si spera. Un TRIBUNALE, quindi, dove oltre che giudicare, emette sentenza, condanna e sanzione. Chi Giudica il pessimo lavoro svolto dal Lupo? Chi attribuisce la sanzione all’aggressività del giornalista che ha indotto il Landolfi a reagire? E’ forse questo il ruolo che deve avere un programma di intrattenimento anche se di inchiesta? O forse si utilizzano questi programmi per inquisire, condannare, gli avversari politici o peggio per innescare ed istigare ODIO e violenza? In questo caso è stato istigato l’ex parlamentare che ha reagito, ma in altri casi viene istigata strumentalmente la popolazione, come nel ricreare l’odio contro il fascismo, che non trova riscontro perché è un fenomeno del passato, ma che serve a giustificare a nascondere comportamenti e azioni anti Italiane da parte di fazioni politiche contrapposte. Bisogna condannare la violenza fisica, ma anche quella verbale. Sarebbe stata opportuna e giusta una sentenza espressa e voluta dal Giletti che condannasse anche il Lupo ad una ammenda uguale per aver costretto il Landolfi ad agire.

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