Lunedì, 10 Dicembre 2018 05:20

Al Duel Village la proiezione-evento de ‘Il vizio della speranza, in sala Edoardo De Angelis, Enzo Avitabile e tutto il cast

Pubblicato in Cultura

Al Duel Village di Caserta giovedì 22 novembre serata-evento con Edoardo De Angelis e tutto il cast de ‘Il vizio della speranza’. Il nuovo film del regista casertano premiato alla Festa del Cinema di Roma e al Tokyo International Film Festival e selezionato anche al Toronto International Film Festival e al BFI London Film Festival. Sul red carpet Pina Turco, Massimiliano Rossi, Marina Confalone, Cristina Donadio, Marcello Romolo e l’autore della colonna sonora, il Maestro Enzo Avitabile. Si parte alle ore 19 con la presentazione del libro omonimo scritto da De Angelis per la Mondadori, seguirà la passerella per la gioia di pubblico e fotografi. Alle ore 21 la proiezione e infine il dibattito in sala con gli spettatori. Ambientato a Castel Volturno, il film racconta con pietà umana la storia di Maria (Pina Turco) che traghetta le donne di colore, incinte, costrette a vendere i propri figli. Un film ‘spirituale e cristiano’. La stessa protagonista, ammantata di cinismo, si troverà di fronte ad una scelta difficile e coraggiosa quando sarà lei ad aspettare un bambino. «La resistenza umana - spiega De Angelis - è la più grande delle rivoluzioni». Il regista di ‘Indivisibili’ (vincitore di sei David di Donatello), ‘Mozzarella stories’ e ‘Perez’, sceglie ancora una volta la Campania come scenario delle sue narrazioni, e realizza un film che, mescolando sapientemente sacro e profano, scuote e al tempo stesso interroga le coscienze.


LA TRAMA

Lungo il fiume scorre il tempo di Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto. Un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, a prendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata. Insieme al suo pitbull dagli occhi coraggiosi, Maria traghetta sul fiume donne incinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine. E’ proprio a questa donna che la speranza un giorno tornerà a far visita, nella sua forma più ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa. Perché restare umani è da sempre la più grande delle rivoluzioni.

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