Sabato, 24 Agosto 2019 17:53

"Occhi di Ferrofilato", una storia vera nel libro di Mauro Galliano

Pubblicato in Cultura

Padre, madre e tre figli: una famiglia perfetta, unita contro il mondo e decisa a raggiungere anche i traguardi più insormontabili. Finché a Tommaso, l'unico maschio, non viene diagnosticata la sclerosi multipla a placche. Allora ha inizio una battaglia contro una nemica sleale, onnipresente, che getta un'ombra sull'esistenza di quel ragazzo timido e allegro, "un po' così". Ma Tommaso, battezzato Ferrofilato per la corporatura esile, è animato da una fame di vivere, di vivere davvero, che pare insaziabile, e si getta nella lotta contro la sua avversaria con quell'ironia e quella voglia di godere a pieno tipicamente napoletana. Sulla sua strada si parano infiniti ostacoli, ma anche amici, colleghi, medici pronti a sostenerlo e, soprattutto, il sentimento per una donna che nemmeno il male più nero riesce a scalfire. Una narrazione autobiografica in cui Mauro Galliano racconta una storia di sofferenza, rabbia e disperazione, ma anche accettazione, speranza e amore, nello stile sobrio e chiaro di un'onesta autoanalisi.

Recensione:

Una partita persa dall'inizio. Una guerra combattuta ad armi diverse. 
Un uomo con il sorriso e l'ironia che lo ha sempre caratterizzato. Una famiglia che lo ha sempre amato è sostenuto. 
Il lettore si sente catapultato a guardare la vita con gli occhi di ferrofilato ed ha cadere ed a riazzarsi con lui. Nei momenti di sconforto, in quelli dove ti rendi conto che niente può essere come hai immaginato. Avere una famiglia che hai sempre desiderato e non poterla allargare, avere l'idea di una longevità che non ti appartiene, eppure Tommaso guarda ed affronta la sua esistenza con esattamente il contrario di tutto. Un libro scritto su due ruote e poterlo presentare su due piedi può essere una grande vittoria. 
Quando parla della compagna che lo ha guardato dicendo "tutto andrà bene perché tu stai con me!" Una forza che non tutti hanno e lui si è rialzato da quella maledetta carrozzina e si è sentito forte lasciandosi alle spalle scuse senza senso. 
Sorride a chi pensa che sa di lui. 
Sorride a chi cade nelle sciocchezze della vita. 
Sorride perché Dio gli ha donato le parole per gridare al mondo che al mattino non si sveglia più nervoso  perché ha la consapevolezza che anche se la malattie non ha orari si perde comunque nella quotidianità di guardare la sua vita con gli "Occhi di Ferrofilato".

Una storia vera. 

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