Domenica, 12 Luglio 2020 15:11

Il fallimento della democrazia rappresentativa

Pubblicato in Politica

Chi siamo dunque Noi? Il problema epocale è quello della fusione a freddo (per quella a caldo ci sono le guerre, come quella contro il nazifascismo!) dei sistemi della rappresentanza popolare. Ed è chiarissimo come ormai il sistema della democrazia rappresentativa liberale si sia rivelato completamente fallimentare e di fatto ingestibile. L'elettore non determina quasi nulla, quando gli è concesso di farlo. Vedi oggi ciò che accade con l'attuale coalizione di governo ad escludendum (a danno di Salvini) che vuole impedire a ogni costo il ritorno alle urne nel timore fondatissimo di una vittoria dilagante della Lega. Anche qui: a norma di Costituzione, l’attuale maggioranza governa legittimamente pur essendo forte minoranza nel Paese e ha i numeri in Parlamento per decidere quale debba essere il contenuto dell’imminente riforma elettorale, confezionata su misura per danneggiare la scontatissima vittoria del centrodestra. Perché, tra le riforme costituzionali non più rinviabili non si parla di radicale riscrittura della Costituzione del 1948 (con particolare riguardo all’introduzione della riserva di 2/3 per l’approvazione delle leggi elettorali) attraverso la convocazione di una Assemblea Costituente che lavori in parallelo a un Parlamento ordinario il quale, nelle more, si veda autosospeso il diritto ad azionare il ricorso all'Art. 138 Cost. che prevede la procedura per emendare la vigente Costituzione? Ma c'è molto, veramente molto più di questo in ballo. Il multilateralismo, totem indistruttibile del politically correct, ci lega le mani per qualunque decisione autocratica che impedisca ai Poteri forti che fanno riferimento a Bruxelles e Wall Street di trattare il mondo come se fosse una loro miniera d'oro da sfruttare senza regole e controlli di sorta, favorendo le migrazioni indiscriminate di massa per dare al capitale popoli affamati e disposti a tutto per sopravvivere, tranne che a caricarsi della responsabilità storica di fare la rivoluzione nei Paesi di provenienza per liberarsi da regimi e da dittatori corrotti (al servizio vedi caso proprio di quei Poteri Forti globali e acefali), riconquistando così per sé le immense ricchezze naturali di cui quei loro continenti (v. Africa e America Latina) pur dispongono sovranamente da secoli. C'è da chiedersi, infatti perché queste nostre democrazie imbelli abbiamo perduto il senso e il dovere morale della liberazione (anche con la forza delle armi) dei popoli sfruttati e oppressi, rifugiandosi dietro Costituzioni pavide che impediscono ai governi il ricorso all'uso selettivo della forza, per fare fronte a minacce globali come il warfare non ortodosso del terrorismo internazionale, le guerre per proxy di tutte le milizie e degli Stati reclutatori che stanno dietro di loro con un scopo comune e trasversale: danneggiare ovunque si trovino gli interessi dell'Occidente per riguadagnare regni e imperi perduti. Questo lo si vede nello scontro epocale tra sunnismo e sciismo, con la ricchissima Arabia Saudita da una parte (che usa il suo denaro per foraggiare le truppe occidentali stanziate in Medio Oriente e in particolare quelle americane) e il guerrigliero Iran dall'altra, in mezzo ai quali Israele è quello che prende durissimi colpi da entrambe le parti, macchiandosi a sua volta di un eccesso di difesa ai danni del popolo palestinese con cui condivide la Terra Promessa. Ma non finisce qui. Le democrazie rappresentative sono letteralmente matite spuntate, inservibili a determinare, tracciare e contenere il raggio di azione dei nuovi uomini forti eletti, guarda caso, a suffragio popolare, come Putin, Erdogan e Trump, mentre accanto a loro il cinese Xi dispone oggi di un'immensa forza economica e di difesa con una strategia silenziosa ed estremamente efficace di conquista indolore di interi continenti, attraverso meccanismi macroscopici di intervento civile programmati nei decenni grazie alla forza totalitaria di quel regime pseudo-comunista (in realtà perfettamente confuciano!), come la Road ad Belt Initiative di cui continuiamo a non renderci conto dell'importanza geostrategica di qui ai prossimi cinquanta anni! Ecco: Putin, Erdogan, Xi, Khamenei sono i capi indiscussi dei loro eserciti e agiscono attraverso i loro Parlamenti o Assemblee asserviti, mentre Trump può muovesi rispetto a costoro con altrettanta agilità come capo supremo delle forze armate grazie a una Costituzione che glielo consente. Ciò detto: quale peso può avere l'imbelle Europa per contrastare tutto questo e opporvi una sua politica forte e unitaria? Parliamo seriamente di immigrazione, per capire la crisi interna e irreversibile del nostro sistema. Il problema vero qui da noi non sono i migranti dei barconi ma la massa davvero notevole degli overstayers, gente cioè che è venuta regolarmente da fuori con un visto qualsiasi e che, una volta scaduto quest'ultimo, non è più rientrata nel proprio Paese di origine restando quindi nello status di irregolare o clandestino (il che implicherebbe la loro espulsione immediata), facendo tra l'altro da attrattore, una volta raggiunta una minima massa critica etno-linguistica, per un'ulteriore immigrazione irregolare di propri familiari più o meno stretti. Si potrebbe risolvere in modo lineare questo problema dicendo a tutti costoro (con norma di legge!), per esempio: "avete tot mesi di tempo per mettervi in regola, documentando la vostra attuale attività di lavoro e il relativo reddito per mantenervi in Italia". Agli immigrati irregolari interessati, per di più, deve essere fatto l'obbligo di versare un contributo congruo per sostenere la parte di welfare al quale avranno diritto una volta regolarizzati. Ora: provatevi ad adottare una simile misura! Cadrebbe tutta l'impalcatura complice in cui si intrecciano gli interessi inestricabili di sfruttatori (che però hanno diritto di voto qui in Italia!) e sfruttati, dato che, come noto, questo è un Paese di molti diritti e quasi nessun dovere che sopravvive grazie alla economia sommersa e al lavoro nero (ma anche.. giallo!). Se una qualsiasi forza politica intendesse imporre con legge una procedura di regolarizzazione come quella appena accennata non sopravviverebbe al successivo voto popolare in merito a questa sua politica rigorosa di governo! Del resto, in pratica è impossibile imporre una regola simile a un Paese come il nostro che sta a galla grazie a un'assistenza famigliare e agli anziani rigorosamente garantita a basso costo dagli immigrati extracomunitari non regolarizzati (e che, quindi, garantiscono in nero le loro prestazioni a buon mercato). Quindi, che cosa rimane ai cittadini oltre a una amministrazione disastrosa (grazie anche all'immigrazione incontrollata) dei grandi spazi urbani in cui dilagano droga, incuria e insicurezza generalizzata? Il solo rimedio è di inciuciare dalla mattina alla sera, grazie alla droga legale dei social, dei talk televisivi e del sistema pubblico e privato della comunicazione mediatica, sul chiacchiericcio squallido e inconcludente della politica nostrana e dei suoi sempre più scarsamente preparati protagonisti. Ma, in fondo, che ci importa dei massimi sistemi o se le cose vanno a rotoli come l'interesse generale, quando ciascuno di noi si è costruito in qualche modo la sua bella nicchia di sopravvivenza?.

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